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Con la riforma le AdSP sono chiamate a misurarsi in con scenario fortemente pioniere e sperimentale non esistendo attualmente una impalcatura di linee guida specifiche (risultando dopo un solo anno superate quelle del MIT-2017) o esempi di riferimento.

Con particolare riferimento al DPSS ciascuna AdSP sta esplorando diverse configurazioni di piano modulando differentemente la componente strategica, la consistenza e multidisciplinarietà del Quadro Conoscitivo, il coinvolgimento degli attori e l’approfondimento progettuale, la resa finale degli indirizzi, ecc…

Il DPSS della AdSP MTS ha la fortuna di partire dai consolidati studi ed esiti dei recenti PRP di Livorno e Piombino, in molti ambiti anticipatori della riforma. I due PRP infatti, assieme a studi specialistici ingegneristici ed ambientali sui porti attuali e sulle espansioni, approfondiscono sia i temi dell’ultimo miglio/infrastrutture che l’interazione e il rapporto tra città e porto vera novità della riforma.

Per trattare al meglio gli aspetti più innovativi introdotti si fa riferimento ad altre esperienze consolidate dell’ambito della pianificazione territoriale, ambientale e della mobilità/infrastrutture, estrapolandone strumenti e modalità da “ibridare” con le prassi e le normative specifiche della pianificazione portuale:

  • Per la divisione in due livelli della Pianificazione Portuale si può contare sull’esperienza consolidata della Pianificazione Territoriale e Urbana particolarmente avanzata proprio in Toscana.
  • Per la configurazione della nuova filiera strategica (obiettivi-strategie-azioni) introdotta dalla riforma alla L.84/94, si è mutuata e riadattata quella dei Piani della Mobilità Sostenibile e dei Piani Strategici di area vasta territoriali.
  • Per la costruzione del nuovo quadro conoscitivo a livello di sistema, importante come quadro su cui basare i nuovi PRP operativi, si è riadattata la struttura logica di sviluppo dai Piani Strutturali e i Piani di Indirizzo Territoriali toscani.
  • Per la costruzione degli scenari (attuale-riferimento-progetto) si è invece mutuata la struttura dei Piani Urbani della Mobilità sostenibile e delle infrastrutture come codificata a livello europeo nelle linee guida SUMP-Eltis.
  • Per il coinvolgimento di enti, stakeholders e attori locali, fondamentale per la costruzione degli indirizzi strategici e per le azioni a livello di Sistema Portuale, si è attinto dalle esperienze di Percorsi partecipativi coerenti a indicazioni di livello europeo (SUMP-Eltis) nazionale (VIA-VAS & Linee guida MIT per i PUMS) e Toscano (Legge 46/2013)
  • Per fornire indirizzi ai PRP e azioni all’intero sistemasi prevedranno “schede d’ambito strategiche” con la disciplina d’uso, similmente a quanto compiuto nel PIT/PPR della regione Toscana e in molti Piani Strutturali.

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