Assieme alle azioni di nodo contenute nelle schede allegate, le indicazioni programmatiche di sistema portuale sostanziano l’output progettuale del DPSS come richiesto dalla riforma alla L 84/94, indirizzi, norme, procedure e azioni non solo per l’aggiornamento o la redazione dei PRP, ma anche per guidare e indirizzare la programmazione, triennale e non, circa i temi legati alla pianificazione portuale. In altre parole, le azioni di nodo si rivolgono maggiormente ai PRP, mentre le indicazioni programmatiche di sistema portuale ai POT e alla programmazione utile per avere accesso a fondi nazionali ed europei.

In sintesi, le indicazioni programmatiche di sistema portuale:

  • sono l’ultimo elemento della filiera obiettivi-strategie- azioni al pari delle azioni di nodo
  • sono suddivise secondo quattro macro temi ordinatori dell’intero documento
  • non hanno una dimensione spaziale ma riguardano sempre l’intero sistema
  • sono state concertate in primo luogo con gli organismi di governance portuale e stakeholders portuali attraverso questionari specifici e incontri.
  • hanno come principale orizzonte la creazione di una base per la futura programmazione a livello portuale
  • vogliono rappresentare anche la base condivisa utile per l’accesso a fondi nazionali ed europei.

Le indicazioni Programmatiche di Sistema hanno dunque una parte fissa ed una parte variabile: la parte fissa è il testo dell’azione stessa, la parte variabile è la direttiva correlata che ha validità ad oggi, ma, comprensibilmente, può risultare obsoleta in futuro e quindi essere modificata.

La componente progettuale del DPSS è costituita, oltre che dalle “Indicazioni a livello di sistema”, dalle “Schede di nodo” che declinano, come richiesto dalla riforma alla L.84/94, indirizzi, norme, procedure e azioni per l’aggiornamento o la redazione dei PRP. La definizione condivisa di tali schede è stata la principale finalità del ciclo di incontri con gli enti territoriali e gli stakeholders.

Suddivisione in nodi del sistema

Similmente a come accade in altri piani strategici di livello territoriale si è andati a suddividere in ambiti l’area di competenza. La prima operazione è stata quindi quella di individuare i nodi e caratterizzarli. Si è quindi tenuto conto per l’accorpamento dei Comuni in nodi: delle gravitazioni e delle influenze, delle omogeneità logistico produttive, dell’assetto infrastrutturale E infine delle relazioni storico territoriali. La risultante è la seguente suddivisione:

  • Nodo multimodale e logistico livornese (Livorno e Collesalvetti)
  • Nodo multimodale e di continuità territoriale piombinese (Piombino)
  • Nodo insulare complesso dell’Elba (Portoferraio, Rio Marina, Cavo)
  • Nodo insulare di Capraia (Capraia)

Struttura delle schede

Le schede riguardano l’ultimo anello della filiera alla base dell’intero DPSS: obiettivi-strategie-azioni. Infatti all’interno della scheda troviamo elencate tutte le azioni di nodo, rivolte principalmente ai PRP vigenti o di futura elaborazione, e le direttive correlate ove necessarie.

Processo metodologico

Alcune azioni sono state avanzate dall’ufficio perché legate all’operatività stringente portuale e/o a progettualità già concertate con gli altri enti territoriali. Ma è bene evidenziare come la stragrande maggioranza delle azioni sono nate all’interno dei tavoli e quindi dal confronto costruttivo tra ADSP ed enti.

Le azioni nelle schede hanno una forma molto sintetica. In tale maniera si permette l’utilizzo ottimale come base per il PRP. Le direttive correlate sono ulteriori dettagli che aiutano a comprendere il senso dell’azione stessa sottolineando delle opportunità attualmente presenti, indicando delle direzioni opportune che quell’azione deve tenere, o semplicemente rimandando a altri documenti o progettualità.