L’United Nations Conference on Trade and Development (UNCTAD) è intervenuta per valutare l’impatto del COVID-19 sul commercio internazionale e sulle strutture del trasporto: secondo questo organo dell’ONU per far fronte a questa situazione senza precedenti sono anzitutto necessarie collaborazione e coordinamento internazionali e solidarietà.
In tal senso è vitale che le navi continuino a muoversi, che i porti restino aperti a che il transito delle merci rimanga fluido pur con la necessità che, in sicurezza, vengano effettuati tutti i controlli.
In particolare, l’UNCTAD ritiene che la collaborazione internazionale rappresenti veramente il fattore essenziale non solo per mitigare gli effetti della pandemia ma anche per creare le basi per la ripresa; al contrario, una politica volta al protezionismo non potrebbe che rendere ancor più negativa la crisi, ritardando la ripresa.
In questa ottica si inserisce il piano studiato dall’UNCTAD, articolato in dieci punti.

  1. Assicurare la continuità del trasporto marittimo

    Circa l’80 % del volume del commercio globale è trasportato per via marittima, per cui è necessario che al trasporto marittimo venga consentito di restare operativo e, quindi, è indispensabile che i porti continuino a fornire tutti i servizi necessari. In questa fase critica,in particolare, dovranno essere previste misure particolari per i marittimi garantendo loro la massima sicurezza e la possibilità di imbarcarsi od essere rimpatriati da qualsiasi porto del mondo.

  2. Mantenere i porti aperti

    Come nodi essenziali del commercio internazionale, i porti devono mantenere la loro operatività sia sul versante marittimo che su quello intermodale. Orari di lavoro scaglionati ed operazioni non-stop possono garantire la sicurezza e la continuità delle operazioni; ai governi viene richiesto di assicurare le misure a tutela della salute dei lavoratori minimizzando le interferenze con il flusso dei traffici ed evitando di applicare alle navi restrizioni non necessarie o ritardi per entrare nei porti.

  3. Proteggere il commercio internazionale di beni primari e velocizzare i controlli doganali

    La World Customs Organization ha recentemente fornito sistema armonizzato di codici per prodotti medici in modo da consentire il loro rapido sdoganamento, evitando che le restrizioni sanitarie si rivelino una barriera per la circolazione di questi beni.

  4. Agevolare il trasporto transfrontaliero

    Treni, mezzi pesanti stradali, aerei ed i lavoratori legati al trasporto devono essere in grado di oltrepassare i confini in modo da mantenere la continuità del flusso commerciale, prevedendo anche la sospensione – specialmente per il trasporto stradale- dei limiti al transito durante il fine settimana.

  5. Assicurare il diritto di transito

    A tutti i Paesi, inclusi quelli senza sbocco sul mare, dev’essere consentito di avere accesso ai porti marittimi. I Governi nazionali, specialmente quelli dei Paesi di transito, dovrebbero garantire il passaggio attraverso corridoi specifici, facilitandolo con procedure speciali. Ultimamente i controlli sanitari sono aumentati, rallentando il flusso delle merci verso i Paesi interni.

  6. Trasparenza ed aggiornamento delle informazioni

    Particolare importanza viene assegnata anche al flusso delle informazioni, da rendere disponibili a tutti gli attori del trasporto. I sistemi dovrebbero consentire l’accesso remoto a tutte le disposizioni ed a tutti i moduli, senza costringere gli operatori ad una lunga ricerca individuale. In tal senso, a livello internazionale è stato istituito l’Observatory on Border Crossings Status due to COVID-19.

  7. Ridurre il cartaceo

    Nel ridurre il contatto fisico tra le persone, il trasferimento elettronico dei documenti assume grande rilevanza: i processi devono essere dematerializzati, attraverso l’automazione, i pagamenti elettronici e l’accettazione delle copie digitali di certificati, magari attraverso l’impiego di codici QR. Parallelamente devono essere aumentati i livelli di sicurezza contro il cybercrimine.

  8. Valutare le implicazioni legali

    La pandemia ha dato luogo ad un consistente numero di azioni legali dovute, ad esempio, alle mancate prestazioni, ai ritardi, alla rottura dei contratti, alla forza maggiore, che hanno condotto e possono condurre molte imprese del trasporto al fallimento. È dunque auspicabile che si ricorra con cautela all’azione legale o, quantomeno, si consentano delle moratorie nei pagamenti.

  9. Proteggere i caricatori e i fornitori dei servizi di trasporto

    Trasporto ed operatori della logistica possono necessitare di supporti finanziari per consentire loro di sopravvivere alla crisi, consentendo alla supply chain di resistere alla fase critica della pandemia ma anche alla altrettanto complicata fase successiva. Sarà importante che si operi vigilanza affinché non vengano applicate tariffe o costi non dovuti, come controstallìe in caso di ritardi nelle operazioni di carico/scarico.

  10. Rendere prioritaria l’assistenza tecnica

    Molte delle misure richieste presuppongono investimenti in risorse umane, istituzionali e tecnologiche, il che richiede che venga data priorità al supporto tecnico ed alla ricerca di strumenti e soluzioni per assistere il trasporto e la logistica.