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Le domande aperte sul caso del Moby Prince

Moby Prince. Una tragedia voluta dalla mafia. E’ questa l’ipotesi, del tutto innovativa, formulata dal giornalista rai Federico Zatti nel suo libro “Una strana nebbia. Le domande ancora aperte sul caso Moby Prince”, edito da Mondadori.

Zatti inquadra da un pinto di vista diverso la tragedia che il 10 aprile 1991 sconvolse il porto di Livorno: la deflagrazione del traghetto sarebbe stata voluta per incendiare il carico della cisterna n. 7 dell’Agip Abruzzo, dove è avvenuto l’impatto. «Sembra incredibile pensare al dirottamento di un traghetto per colpire una petroliera, ma non meno di imbottire un’autostrada con 500 chili di tritolo per uccidere un magistrato» scrive Zatti, secondo il quale i due attentati, quello nello scalo labronico e quello di Capaci, hanno un obiettivo comune: colpire lo Stato con una violenza senza precedenti.

Il prossimo 18 novembre, a partire dalle 17.30, presso la Sala Ferretti della Fortezza Vecchia, Zatti approfondirà e svilupperà approfonditamente la tesi del proprio libro. Lo farà dialogando con la scrittrice Denata Ndreca, il giornalista Fabrizio Pucci, e il rappresentante dell’Associazione 140, Sergio Romboni. Interverrà l’ Assessore alla Cultura Comune di Livorno,Simone Lenzi.

L’iniziativa è stata sviluppata dall’Autorità di Sistema Portuale in collaborazione con la Libreria Mondadori di Livorno nell’ambito dei consueti Giovedì del Port Center.

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